Microbiota e autismo

 Come per tutte le patologie, capire le cause è fondamentale per individuare una cura. L'elenco della cause definite responsabili dell'autismo è, forse, il più lungo tra tutte le patologie: si va dalla madre-frigorifero a eccessive piogge...

 Un maggior sforzo per individuare le vere cause può essere determinante a migliorare i sintomi di questa patologia. Il microbiota della donna in gravidanza e del neonato, soprattutto nei primi 1000 giorni di vita, può avere un ruolo determinante in quanto gestisce la formazione dei tessuti del feto e i processi maturativi postnatali.

Il comportamento autistico può essere visto come un'immaturità di formazione durante la vita fetale e una maggior debolezza del suo microbiota dopo la nascita che è meno capace a gestire agenti stressogeni che, come i vaccini, possono slatentizzare problemi pre-esistenti. 

Solitamente in anamnesi sono riportati problemi durante la gravidanza e/o al parto che sono segni di un rallentamento di processi di formazione tissutali del feto portati avanti da processi infiammatori, gestiti dal microbiota intestinale della donna.

Un microbiota debole della donna fa fatica a seguire le tappe dello sviluppo fetale, se cade in infiammazione cronica i tessuti realizzati sono costruiti da citochine anti infiammatorie diverse da quelle capaci, si ingenerano così danni anatomici-strutturali e nel cervello danni neuro-anatomici-strutturali. Il microbiota del neonato se è debole, è incapace a silenziare i danni prodotti da queste imperfezioni. Nessuno di noi ha un cervello funzionante al 100%; così come ci sono bad clusters in un'hard disk, ma la CPU riesce ad evitarli, così un cervello anche imperfetto riesce a funzionare bene se riesce a mantenere attivi i processi di plasticità neuronale. Solo riattivandoli, indeboliti da un microbiota debole, possiamo migliorare il comportamento autistico.

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Testimonianza di un medico 

Testimonianza di un genitore